74° anniversario della Festa della Repubblica italiana

Lettera del Console generale d'Italia in Zurigo, Min. Giulio Alaimo

Care e cari Connazionali,

Illustrissime Autorità,

quest’anno ricorre il 74° anniversario della Festa della Repubblica. Un anniversario particolare su cui ha pesato e pesa l’emergenza sanitaria in atto. I festeggiamenti saranno improntati alla sobrietà e alla memoria delle tante, troppe vittime causate dal virus. Non ci ritroveremo, come consuetudine, ma inviandovi un dono simbolico, una cartolina digitale dal titolo: “Le Piazze [In]visibili” (Download PdfDownload ePub)

potremo celebrare, comunque tutti insieme!

La piazza come sinonimo di patrimonio culturale, ma anche di luogo d’incontro e di socialità, di scambio commerciale e di dialettica delle idee. In questi ultimi mesi, in cui le città si sono fermate per contenere l’epidemia che ha investito il mondo, in cui gli incontri tra le persone sono diventati “assembramenti” da evitare, la piazza ha perso momentaneamente la sua funzione sociale ed ha acquistato quella, inedita, di spazio fisico aperto, riscoprendo linee architettoniche prima nascoste e prospettive di luce nuove. Come in un quadro di De Chirico, l’architettura è emersa in primo piano e le piazze si sono rivelate nelle loro linee essenziali, come i loro artefici le avevano immaginate.

Come in questi mesi le piazze hanno “riscoperto” la loro architettura, così riscopriamo parole che cambiano significato nella tempesta della storia del nostro Paese: Patria, Nazione, invenzione, festa, tradizione. È necessario immaginare un disegno tratteggiato che come una parabola ricongiunga le origini della Repubblica con il suo sviluppo successivo proprio quando – come adesso - molte certezze entrano in crisi.

Il pensiero corre alla facilità che ha accompagnato (e spesso accompagna) le semplificazioni sul passato. Se si perde di vista l'orizzonte di un cammino comune tutto diventa più difficile, incomprensibile, spesso casuale e segnato dalle pulsioni del momento. Non sopportavo e non sopporto il distacco consapevole, quella critica continua e presuntuosa all'idea di Patria e alle modalità che ne hanno segnato le tappe di costruzione.

Rimango convinto dell'importanza di quel concetto, un'IDEA che unisce anche attraverso simboli e occasioni.

Credo anche che il disprezzo, o comunque la scarsa considerazione che a volte prende il sopravvento facilmente, debba essere superato da quel senso di appartenenza collettivo emerso durante la Seconda guerra mondiale e nella tragedia dell'8 settembre 1943 così come in questo momento di emergenza sanitaria.

Io, e non solo io, ho trovato la Patria nella mia coscienza rileggendo e studiando quei momenti terribili – non avendoli vissuti - mentre tutto sembrava crollare: proprio come oggi dove tutto sembra venire meno!

Il nesso con il 2 giugno e con la festa che viviamo TUTTI INSIEME vive nelle pieghe di una storia difficile, ma preziosa: se prima ero solo un buon giovane, un aspirante cittadino e un buon cittadino, poi mi sono sentito ITALIANO!

W l’Italia!!

Vostro

Giulio Alaimo

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